LA CURA DEI CAPILLARI SANGUIGNI
Le "buone abitudini"
Innanzi tutto è buona abitudine, ancor prima di iniziare una cura, osservare uno stile di vita il più "naturale e sano" possibile, vale a dire quell'insieme di accorgimenti che minimizzano i fattori di rischio che la vita moderna ha fatto aumentare: piccoli consigli che è sempre bene tenere a mente ed applicare appena e quando possibile.
Cosa fare
  • Adeguata attività fisica: non occorre diventare dei maratoneti, basta mezz'ora al giorno di camminata a passo "discreto", cioè senza affanno.
  • Dieta ricca di fibre: una buona "funzionalità intestinale" è molto importante anche per il buon funzionamento dei capillari.
Cosa NON fare
  • Evitare tacchi troppo alti o scarpe senza tacco: ricordiamo che un tacco "giusto" per i capillari è circa 5-7 centimetri al massimo.
  • Evitare abiti troppo stretti od attillati: il flusso sanguigno nei capillari è molto lento, basta veramente poco per fermarlo.
  • Evitare sovrappeso ed obesità: queste due condizioni molto frequenti sono "nemiche" dei capillari.
Le "sostanze attive"
Vediamo ora di riassumere brevemente le sostanze attive oggi utilizzate nella terapia dei capillari: questi farmaci, che molto spesso derivano appunto da principi attivi "naturali", vale a dire dal mondo vegetale.
Questi farmaci prendono il nome comune di "capillarotropi", mentre oggi sarebbe più corretto parlare di farmaci "microvasoloprotettori" (che proteggono in senso generale la "parete" del piccolo vaso sanguigno) ed "endotelioprotettori" (che proteggono il sottilissimo strato interno che ricopre ogni capillare e che è vitale per il loro corretto funzionamento). Poichè l'endotelio è sostanzialmente identico sia nei capillari sanguigni che nei capillari linfatici, questi farmaci possono essere utilizzati anche nelle malattie del sistema linfatico.

Per sapere scegliere quali farmaci usare importantissima è ovviamente la diagnosi giusta che comprende sia la visita specialistica che le indagini strumentali descritte (video-capillaroscopia a sonda ottica e laser dopler flow): capire e misurare "come" (video-capillaroscopia) e "quanto" (laser dopler) il sangue scorre è la base giusta per la scelta della terapia adeguata. Bisogna sempre ricordare che le malattie dei piccoli vasi sanguigni, dette come abbiamo visto "Microangiopatie", e quindi anche quelle dei capillari sono nella stragrande maggioranza malattie "croniche" e quindi che durano nel tempo: anche se ci sono momenti in cui la malattia sembra "guarita", essa si presenterà di nuovo in sedi diverse e con segni più marcati rispetto a prima.

Saper distinguere "quali" capillari sono malati e "dove" la malattia è più evidente è fondamentale per una corretta terapia, e per fare ciò occorre una diagnosi altrettanto corretta.
I farmaci utilizzati
Una volta fatta la diagnosi giusta, occorre consigliare il farmaco giusto.
Come già accennato, moltissimi derivano dal mondo vegetale e per tale ragione sono stati classificati con il termine di "integratori alimentari": occorre però chiarire subito ed una volta per tutte che possono avere effetti indesiderati e collaterali esattamente come quelli dei farmaci "chimici", quindi è sempre fondamentale conoscere perfettamente quale farmaco prescrivere per ogni paziente, dato che i pazienti non sono tutti uguali e ciascuno risponde allo stesso farmaco in modo diverso da un'altra persona con la stessa malattia.
Ecco una lista del nome comune dei principali farmaci usati per la cura dei capillari; alcuni di questi farmaci vengono usati solo in casi ben specifici rispetto ad altri di maggior utilizzo ed in altri casi oltre a quello microcircolatorio:
  • Ippocastano. Sono utilizzati i semi. Le principali attività sono quelle antiedemigene, flebo-toniche, anti-infiammatorie, astringenti e decongestionanti.
  • Borsa pastore. Viene utilizzata la pianta intera senza radici. Le principali attività sono quelle vasocostrittrici ed emostatiche.
  • Arancio dolce. Viene utilizzato il pericarpo. Le principali attività sono sulla fragilità capillare.
  • Cipresso. Sono utilizzati i frutti, le foglie ed i rametti piccoli. Le principali attività sono quelle astringenti e vasocostrittrici.
  • Ginko Biloba. Vengono utilizzate le foglie. Le principali attività sono quelle espletate sulla vascolarizzazione tissutale in senso "microvascoloprotettore" e quella anti-radicalica contro i radicali liberi.
  • Amamelide. Vengono utilizzati i rametti piccoli e le foglie. Le principali attività sono quelle astringenti, emostatiche e vasocostrittrici.
  • Centella. Viene utilizzata la parte aerea della pianta. Le principali attività sono quelle cicatrizzanti e miglioranti il trofismo vascolo-tissutale.
  • Noce. Vengono utilizzate le foglie e le gemme. Le principali attività sono quelle astringenti.
  • Ratania del Perù. Le parti utilizzate sono le radici. Le principali attività sono quelle sulle turbe funzionali della fragilità capillare cutanea, nell'insufficienza venosa e nella sintomatologia emorroidaria.
  • Salcerella. Le parti utilizzate sono le sommità fiorite. Le principali attività sono quelle astringenti ed anti-infiammatorie, nonchè nella guarigione delle piaghe.
  • Meliloto. Le parti utilizzate sono le sommità fiorite e le foglie. Le principali attività sono quelle antiedemigene.
  • Ribes Nero. Le parti utilizzate sono le foglie ed i frutti. Le principali attività sono quelle nella fragilità capillare.
  • Pungitopo. Le parti utilizzate sono il rizoma con le radici. Le principali attività son quelle nelle affezioni venose, senso di pesantezza alle gambe, crampi ai polpacci, acrocianosi (mani e piedi "rossi o blu"), stasi venose. Funziona tanto meglio quanta più elevata è la temperatura esterna.
  • Ruta. Le parti utilizzate sono le parti aeree (pianta intera). Le principali attività sono quelle vascoloprotettrici.
  • Mirtillo Nero. Le parti utilizzate sono le foglie ed i frutti. Le principali attività sono quelle vasoprotettrici.
  • Vite. Le parti utilizzate sono le foglie, i frutti, la linfa, le gemme. Le principali attività sono quelle vasoprotettrici, antiinfiammatorie, astringenti.
Oggi sono disponibili moltissimi studi scientifici eseguiti su tutti questi principi attivi, e le conclusioni di tali studi sono concordi nel ritenere che le attività descritte sono veritiere: quindi è possibile usare questi principi attivi nelle diverse forme di malattie dei capillari, cioè di "microangiopatie" ma rimane sempre fondamentale fare prima una diagnosi corretta per poter scegliere il rimedio più adatto ad ogni singolo caso clinico ed eseguire in tal modo una terapia "giusta" per ogni tipo di paziente.

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